Perché ogni sorta di carità fomenta l'ozio e l'imprevidenza.- Pietro Ellero
Perché ogni sorta di carità fomenta l'ozio e l'imprevidenza.
Mentre unico dovere è il non far male agli altri.
Scopo della vita il guadagno, per arricchirsi chi può, e chi non può per campare.
Le mostre universali de' prodotti e delle merci, ecco le vere olimpiadi e i degni areopaghi del tempo.
I così detti istituti pii, quanto meglio sopprimergli e incamerargli!
Una parola di carità sulla bocca di uno scettico è come un fiore tra le mascelle di un cranio.
Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi.
Lo spettacolo della carità, che viene da Dio, ha la forza di toccare e attirare la mente e i cuori degli uomini. E questo è l'unico germe di cambiamento reale nella storia degli uomini.
La carità è una virtù che gli elogi funebri attribuiscono senza eccezione a tutti i defunti, e questo è già sospetto.
La carità crea una moltitudine di vizi.
Colui che aspetta di fare un grande atto di carità tutto in una volta non farà mai nulla.
Opera la carità col cuore, che è carità indefinita, non colla mano, che è misurata.
Tutti mi aiutano a diventare un altro, diceva dentro di sé, camminando, a cancellare in me tutte le tracce del passato. Anche questo donare serve ad eliminare un uomo; diversamente nessuno si curerebbe di me.
È assai più facile essere caritatevole che giusto.
Che cos'è una comunità senza carità fraterna? Un purgatorio o meglio un inferno anticipato.