Nessun piacere dura se non è ravvivato dalla varietà.- Publilio Siro
Nessun piacere dura se non è ravvivato dalla varietà.
A cosa bisogna badare quando le parole vogliono una cosa e l'animo un'altra.
Il fato non si accontenta di una sola calamità.
Ha ciò che vuole chi sa volere solo ciò che è sufficiente.
La cose future lottano e non possono essere superate.
È da stolti volersi vendicare del vicino con un incendio.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
I voraci consumatori di piaceri devono avere i sensi molto inibiti per andar cercando apparati così complicati.
Il piacere dell'amore è di amare, e si è più felici per la passione che si nutre che per quella che si ispira.
Non è nella novità, è nell'abitudine che troviamo i più grandi piaceri.
La solitudine ci dà il piacere d'una grande compagnia: la nostra.
Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire. In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore.
Passano anni interi senza che noi proviamo un piacer vivo, anzi una sensazione pur momentanea di piacere. Il fanciullo non passa giorno che non ne provi. Qual è la cagione? La scienza in noi, in lui l'ignoranza. Vero è che così viceversa accade del dolore.
C'è uno strano misto di piacere e dolore a osservare chi si ama mentre è senza di noi.
Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita dilettazione e piacere e sadisfazione.
Se ho perduto i miei giorni nella voluttà, rendimeli, gran dio, perché possa riperderli ancora.