Ci sono rimedi peggiori della malattia.- Publilio Siro
Ci sono rimedi peggiori della malattia.
Anche il vivere, nella miseria è un insulto.
Chi fa un'offerta a un morto, a quello non da nulla e toglie a sé stesso.
È necessario tenere sott'occhio tutto ciò che si può perdere.
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
È bello morire quando dovresti servire in modo indecoroso.
La malattia, come ingrandisce le dimensioni di un uomo ai suoi stessi occhi!
Trarre dalla malattia, specialmente quando non è veramente tale, la maggior dolcezza possibile. Essa ne contiene molta.
Per le malattie estreme i trattamenti estremi sono i più efficaci.
Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua.
Sempre più mi divenne evidente che per le persone colpite Dio destina i giorni di malattia a diventare giorni di raccoglimento interiore.
Non può esser nota nessuna malattia da cui sia colpito un uomo vivente: poiché ogni uomo vivente ha le sue particolarità e soffre sempre d'una infermità particolare e sua.
Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.
La malattia mentale allora esprime contemporaneamente un movimento di rottura (autonomo e inconsapevole) con le forme di vista istituzionalizzate e lo stacco che il movimento stesso subisce.
È nella malattia che ci rendiamo conto che non viviamo soli, ma incatenati a un essere d'un altro regno, dal quale ci separano degli abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci comprendere: il nostro corpo.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.