L'ammalato ribelle fa il medico crudele.- Publilio Siro
L'ammalato ribelle fa il medico crudele.
Mentre si pensa spesso si perde l'occasione.
Il saggio si corregge vedendo gli altrui difetti.
Una perdita che non si conosce è una perdita totale.
Per i difetti degli altri il saggio corregge i propri.
Tutti obbediscono con animo sereno quando a comandare è una persona che ne è degna.
Se una infermità vi è nella mia mente essa non è abulia né impulsività, ma è l'eccesso di volontà.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
La malattia mentale allora esprime contemporaneamente un movimento di rottura (autonomo e inconsapevole) con le forme di vista istituzionalizzate e lo stacco che il movimento stesso subisce.
Una malattia ne vale un'altra: i nomi fanno più paura della malattia. E le cure qualche volta sono peggio dei mali.
Chi non sente il suo male è tanto più malato.
Amavo molto i malati ed avrei valicato monti e valli, se mi avessero lasciato fare, per visitare un malato, non per curarlo, ma per amarlo.
Bisogna allontanare con ogni mezzo e sradicare col ferro e col fuoco e con vari espedienti, dal corpo la malattia.
Per malattia si deve intendere un intempestivo approssimarsi della vecchiaia, della bruttezza e dei giudizi pessimistici cose che sono in relazione fra loro.
Malattia e solitudine sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.
Le malattie sono più intelligenti di noi, trovano la risposta dei nostri problemi prima della ragione.