A forza di credersi malato, lo si diventa.- Marcel Proust
A forza di credersi malato, lo si diventa.
La generosità non è spesso che l'aspetto interore che prendono i nostri sentimenti egoistici quando non li abbiamo ancora nominati e classificati.
Alla fine non c'è che il sadismo a dare un fondamento nella vita all'estetica del melodramma.
È davvero raro che ci si lasci in buon accordo, perché se si fosse in buon accordo, non ci si lascerebbe.
Ho sempre onorato quelli che difendono la grammatica o la logica. Ci si rende conto, cinquant'anni dopo, che hanno scongiurato grandi pericoli.
La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto.
Una malattia non conta nulla, quando non si hanno ragioni per desiderare di guarirne.
In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario.
Le malattie sono le grandi manovre della morte.
Quando la malattia entra in una casa non si impossessa soltanto di un corpo, ma tesse tra i cuori un'oscura rete che seppellisce la speranza.
Trarre dalla malattia, specialmente quando non è veramente tale, la maggior dolcezza possibile. Essa ne contiene molta.
Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
Le nostre malattie sono nuove, come nuovo è il nostro genere di vita.
La malattia, come ingrandisce le dimensioni di un uomo ai suoi stessi occhi!