La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione.- Italo Svevo
La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione.
È proprio la religione vera quella che non occorre professare ad alta voce per averne il conforto di cui qualche volta - raramente - non si può fare a meno.
Un'immoralità predicata è più punibile di un'azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio; alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità.
Quando guardo una montagna aspetto sempre che si converta in vulcano.
E' libertà completa quella di poter fare ciò che si vuole a patto di fare anche qualche cosa che piaccia meno. La vera schiavitù è la condanna all'astensione: Tantalo e non Ercole.
La vera schiavitù è la condanna all'astensione.
L'amore d'oggi è una malattia che entra nel sangue con il contatto; il resto è letteratura romantica del passato, è chiacchiera, è retorica; può essere tutt'al più contorno, ma non è il nocciolo.
Mi piace la convalescenza: è la cosa per cui vale la pena ammalarsi.
La malattia mentale allora esprime contemporaneamente un movimento di rottura (autonomo e inconsapevole) con le forme di vista istituzionalizzate e lo stacco che il movimento stesso subisce.
Amavo molto i malati ed avrei valicato monti e valli, se mi avessero lasciato fare, per visitare un malato, non per curarlo, ma per amarlo.
In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario.
I sani sono dei malati che si ignorano.
Bisogna allontanare con ogni mezzo e sradicare col ferro e col fuoco e con vari espedienti, dal corpo la malattia.
Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua.
È la malattia che rende piacevole e buona la salute.
Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.