È la malattia che rende piacevole e buona la salute.- Eraclito
È la malattia che rende piacevole e buona la salute.
Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare.
Non bisogna agire e parlare come dormienti; giacché anche allora ci sembra di agire e parlare.
È necessario che il popolo combatta per la sua legge come per le sue mura.
Il retto pensiero è la massima virtù e la sapienza è dire e far cose vere ascoltando e seguendo l'intima natura delle cose.
Nella notte, quando ha spento la vista degli occhi, accende a se stesso una luce; da vivo, mentre dorme, l'uomo si avvicina a un morto; da sveglio, si avvicina a uno che dorme.
A dire il vero, non è la morte, è la malattia quello che temo, l'immensa umiliazione legata al fatto di languire nei paraggi della morte.
Per malattia si deve intendere un intempestivo approssimarsi della vecchiaia, della bruttezza e dei giudizi pessimistici cose che sono in relazione fra loro.
A forza di credersi malato, lo si diventa.
Sempre più mi divenne evidente che per le persone colpite Dio destina i giorni di malattia a diventare giorni di raccoglimento interiore.
Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.
Quell'agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l'idea di essere malati.
È invero una malattia noiosa dover salvaguardare la propria salute al prezzo di una dieta troppo severa.
I sani sono dei malati che si ignorano.
Nella malattia il dolore fine a se stesso non va mai accettato e va contrastato con qualsiasi mezzo. La malattia deve aumentare e non diminuire il rispetto per la libertà, l'autodeterminazione e la personalità dell'individuo.
Amavo molto i malati ed avrei valicato monti e valli, se mi avessero lasciato fare, per visitare un malato, non per curarlo, ma per amarlo.