È la malattia che rende piacevole e buona la salute.- Eraclito
È la malattia che rende piacevole e buona la salute.
È una fatica servire gli stessi padroni e esserne comandato.
Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.
La via che sale e che scende è una e medesima.
Pur percorrendo ogni sua via, tu non potresti mai trovare i confini dell'anima: così profonde sono le sue radici.
Somigliano ai sordi quelli che dopo aver udito non hanno comprensione; di loro è testimone il detto: pur essendo presenti, sono assenti.
Non fuggire i malati di malattie ripugnanti perché anche tu sei rivestito di carne.
Trarre dalla malattia, specialmente quando non è veramente tale, la maggior dolcezza possibile. Essa ne contiene molta.
Nella malattia il dolore fine a se stesso non va mai accettato e va contrastato con qualsiasi mezzo. La malattia deve aumentare e non diminuire il rispetto per la libertà, l'autodeterminazione e la personalità dell'individuo.
La malattia, come ingrandisce le dimensioni di un uomo ai suoi stessi occhi!
Malattia e solitudine sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.
L'amore d'oggi è una malattia che entra nel sangue con il contatto; il resto è letteratura romantica del passato, è chiacchiera, è retorica; può essere tutt'al più contorno, ma non è il nocciolo.
In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario.
Le malattie sono più intelligenti di noi, trovano la risposta dei nostri problemi prima della ragione.
È nella malattia che ci rendiamo conto che non viviamo soli, ma incatenati a un essere d'un altro regno, dal quale ci separano degli abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci comprendere: il nostro corpo.
L'ammalato ribelle fa il medico crudele.