Le malattie distinguono l'uomo dalle bestie e dalle piante. L'uomo è nato per soffrire.- Novalis
Le malattie distinguono l'uomo dalle bestie e dalle piante. L'uomo è nato per soffrire.
Quando sogniamo di sognare, siamo prossimi a destarci.
Se vediamo un gigante, esaminiamo prima la posizione del sole e assicuriamoci che non si tratti dell'ombra d'un pigmeo.
Per conoscere bene una verità bisogna avera combattuta.
L'astrazione indebolisce, la riflessione rinforza.
Per l'uomo profondamente religioso, nulla è peccato.
Per malattia si deve intendere un intempestivo approssimarsi della vecchiaia, della bruttezza e dei giudizi pessimistici cose che sono in relazione fra loro.
Una malattia ne vale un'altra: i nomi fanno più paura della malattia. E le cure qualche volta sono peggio dei mali.
La malattia, come ingrandisce le dimensioni di un uomo ai suoi stessi occhi!
Le malattie sono le grandi manovre della morte.
Amavo molto i malati ed avrei valicato monti e valli, se mi avessero lasciato fare, per visitare un malato, non per curarlo, ma per amarlo.
A dire il vero, non è la morte, è la malattia quello che temo, l'immensa umiliazione legata al fatto di languire nei paraggi della morte.
Malattia e solitudine sono affini. Alla minima malattia, l'uomo si sente ancora più solo di prima.
Non era triste che la maggior parte delle persone si dovesse ammalare per rendersi conto che è bello vivere?
Non ci sono malattie, ci sono soltanto malati.
Bisogna allontanare con ogni mezzo e sradicare col ferro e col fuoco e con vari espedienti, dal corpo la malattia.