Le malattie distinguono l'uomo dalle bestie e dalle piante. L'uomo è nato per soffrire.- Novalis
Le malattie distinguono l'uomo dalle bestie e dalle piante. L'uomo è nato per soffrire.
A rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria.
I misteri sono nutrimenti, potenze eccitanti; le spiegazioni sono misteri digeriti.
La matematica è la Vita degli Dei.
Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all'ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita allora io lo romanticizzo.
Il senso per la poesia ha molto in comune con il senso del misticismo... rappresenta l'irrappresentabile, vede l'invisibile, sente il non sensibile.
Nella malattia il dolore fine a se stesso non va mai accettato e va contrastato con qualsiasi mezzo. La malattia deve aumentare e non diminuire il rispetto per la libertà, l'autodeterminazione e la personalità dell'individuo.
Le malattie sono più intelligenti di noi, trovano la risposta dei nostri problemi prima della ragione.
Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua.
Per malattia si deve intendere un intempestivo approssimarsi della vecchiaia, della bruttezza e dei giudizi pessimistici cose che sono in relazione fra loro.
Le malattie sono le grandi manovre della morte.
Chi non sente il suo male è tanto più malato.
Una malattia non conta nulla, quando non si hanno ragioni per desiderare di guarirne.
La malattia, come ingrandisce le dimensioni di un uomo ai suoi stessi occhi!
Non ci sono malattie, ci sono soltanto malati.
Se una infermità vi è nella mia mente essa non è abulia né impulsività, ma è l'eccesso di volontà.