Lo stolto che tace viene preso per un saggio.- Publilio Siro
Lo stolto che tace viene preso per un saggio.
L'uomo timoroso si definisce cauto, quello ignobile, parsimonioso.
All'amore pone fine il tempo, non il cuore.
Non si può realizzare un guadagno senza che qualcun altro subisca una perdita.
Quando la fortuna lusinga, lo fa per tradire.
Ingiuria un assente chi litiga con un ubriaco.
Accusare gli altri delle proprie disgrazie è conseguenza della nostra ignoranza; accusare se stessi significa cominciare a capire; non accusare né sé, né gli altri, questa è vera saggezza.
Chi soffre è una preda di tutti: di fronte ad un sofferente tutti si sentono saggi.
Possa ciascuno di voi, nonostante tutte le distrazioni generate dalla tecnologia, avere successo nel trasformare le informazioni in conoscenza, la conoscenza in comprensione, e la comprensione in saggezza.
Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i saggi in mezzo a biasimi e lodi.
Forza di giovane e consiglio di vecchio.
Mediante l'elevazione interiore e la padronanza di sé, il saggio edifichi un'isola che l'alluvione non possa sommergere.
L'uomo saggio mangia senza ingozzarsi e vive senza grandi comodità. Egli è diligente in ciò che fa, prudente in ciò che dice e si sforza di correggersi tenendo a modello coloro che possiedono la Via. Così è l'uomo mosso da un vero desiderio di istruzione.
Con gli anni arriva la saggezza e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.
La saggezza e il genio sono fidanzati, ma non hanno mai potuto sposarsi.
Nessun uomo saggio ha mai desiderato essere più giovane.