La fede nasce dalla ragione che dubita di se stessa.- Roberto Gervaso
La fede nasce dalla ragione che dubita di se stessa.
La fama è ciò che resta della popolarità, spenti gli applausi.
Quando un'alba o un tramonto non ci danno più emozioni, significa che l'anima è malata.
Il vero successo è non averne bisogno.
L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.
Credere ai miracoli è più comodo che confutarli.
Si può osservare che nelle discussioni politiche, religiose o d'altra natura la gente non vuole affatto conoscere la realtà delle cose, ma solo essere confermata nei suoi pregiudizi: è di una fede, non della verità, che ha bisogno.
Fede. Credere senza prove a ciò che ci viene detto da uno che parla senza cognizione di causa di cose senza paragone.
Vana e folle è la pretesa di certi uomini che affermano la propria fede essere più scientifica di quella di altri. Fede e scienza non hanno nulla di comune, ed in quella non può esservi più o meno di questa.
La fede coglie la verità molto prima dell'esperienza.
Nessun raggio di sole va perduto, ma il germoglio che esso risveglia ha bisogno di tempo per spuntare. Non sempre è concesso al seminatore di partecipare al raccolto. Ogni opera che abbia valore è frutto di fede.
Speranza, di fatto, è una parola centrale della fede biblica - al punto che in diversi passi le parole fede e speranza sembrano interscambiabili.
La fede si trova sotto il capezzolo sinistro.
La fede muove le montagne, sì: le montagne di sciocchezze.
Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico.
Un pesciolino rosso ad un altro: 'Io non credo in Dio.' L'altro risponde: 'Nemmeno io, ma chi altro pulirebbe la nostra boccia?'.