C'è chi non ha mai fatto male solo perché non ne ha avuta l'occasione.- Roberto Gervaso
C'è chi non ha mai fatto male solo perché non ne ha avuta l'occasione.
Ci sono abusi che non commettiamo solo perché non troviamo nessuno disposto a subirli.
Nessuno fa niente per niente, ma qualcuno riesce a darne l'illusione.
"Credere, obbedire, combattere": lo slogan imposto a un popolo che non crede in niente, non sa obbedire, e non vuol combattere.
L'unica fedeltà sopportabile è quella allo stesso tipo di donna.
In diplomazia, mentire è utile; in amore, necessario.
Il bene è positivo. Il male è puramente privativo, non assoluto: è come il freddo, che è la privazione del caldo. Tutto il male non è che morte o non-entità. La benevolenza è assoluta e reale.
I mali sono meno dannosi alla felicità che la noia.
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo.
Fare il male è meglio che avere imposto il bene.
Quando straripiamo sul male più che non appoggiamo sul bene, quella parte di noi che è sospesa sulla colpa finisce col vincere e precipita.
Non fate il male, e il male non esisterà.
Nessun male è grande se è l'ultimo.
Quel che un'epoca sente come male, è di solito un contraccolpo inattuale di ciò che una volta fu sentito come bene, l'atavismo di un più antico ideale.
Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo.
Ci sono mali dei quali non bisogna cercar di guarire, perché sono i soli a proteggerci contro altri più gravi.