L'ozio è il padre di quei vizi che ce lo fanno amare.- Roberto Gervaso
L'ozio è il padre di quei vizi che ce lo fanno amare.
Il divorzio è l'ammissione di una sconfitta. Come il matrimonio.
Il primo amore non si scorda mai. Soprattutto se non corrisposto.
C'è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più; il secondo costa di meno.
L'amore platonico ha questo di bello: non si ha, poi, la scocciatura di rivestirsi.
La notte porta consiglio. A condizione che si dorma.
Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l'ultimo prodotto delia civiltà, e al giorno d'oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello.
La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno.
Convento. Luogo di ritiro per signore che desiderano poter meditare a loro agio sugli effetti letali dell'ozio.
La notte ci piace perchè, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi.
L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
Nell'ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla.
L'uomo che stia ozioso si perde in questo mondo e anche nell'altro.
Fa bene a tutti lavorare. L'ozio fa male.
I lavativi hanno la pelle dura.
L'ozio non è il non far nulla. L'ozio è essere liberi di fare qualsiasi cosa.