Più che in Dio, l'italiano crede nei miracoli.- Roberto Gervaso
Più che in Dio, l'italiano crede nei miracoli.
Malinconia è crogiolarsi nella propria tristezza.
Nessuno è così stupido da credersi tale.
L'educazione ha lo scopo di farci dimenticare quello che la natura ci ha insegnato.
Il moralista, impegnato a predicare la virtù, difficilmente troverà il tempo di praticarla.
La seconda età ci toglie l'entusiasmo della prima e non ci dà la rassegnazione della terza.
L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria.
Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. È la mia opinione.
L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla.
L'ira di Dio su te mormora e rugge, O Italia, o donna sonnolenta ed orba, Sanguigno il Sole le fresch'aure adugge, L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba.
Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona.
L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.
L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego.
In Italia c'è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calcio, calcio, calcio.
A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.