Niente è di più ridicolo della disgrazia, altrui naturalmente.- Samuel Beckett
Niente è di più ridicolo della disgrazia, altrui naturalmente.
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.
La vita, si direbbe, è fatta di recidive e anche la morte dev'essere una specie di recidiva.
Quel bastardo! Non esiste!
Ecco gli uomini! Se la prendono con la scarpa quando la colpa è del piede.
Non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. Non ne diciamo neanche bene. Non ne parliamo. È vero che la popolazione è aumentata.
Quelli che disputano, contraddicono e confutano la gente, di solito sono sfortunati nei loro affari. Talvolta ottengono una vittoria, ma mai la benevolenza, che sarebbe per loro di maggiore utilità.
Io non ho mai sentito un uomo mattiniero, gran lavoratore, prudente, attento nei suoi guadagni, e rigorosamente onesto, che si lamentasse della cattiva fortuna.
Non si è mai sventurati se non per propria colpa.
Se nevica, non tutti sono fuori a bagnarsi.
Gli amici che nella sfortuna non si dimostrano tali sono amici solo di nome, e non di fatto.
Quel che temiamo più di ogni cosa, ha una proterva tendenza a succedere realmente.
Quando tutto va bene, qualcosa andrà male.
Incolperà l'uom dunque sempre gli dei?Quando a se stesso i mali fabbrica,dei suoi mali a noi dà caricoe la stoltezza sua chiama destino.
Le cose peggiorano sempre prima di migliorare.
È più difficile sopportare la buona che la cattiva sorte.