È una grande ricchezza la povertà regolata dalla legge di natura.- Lucio Anneo Seneca
È una grande ricchezza la povertà regolata dalla legge di natura.
È inevitabile tanto perdere la vita, quanto perdere i beni e, se lo comprendiamo, questo è proprio un conforto. Impara a perdere tutto serenamente: dobbiamo morire.
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
L'utilità dà la misura del necessario: ma il superfluo in che modo si può misurarlo?
Non è bella la donna di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella la cui bellezza nel suo insieme distoglie dall'ammirare le singole parti.
Nessuno è tanto vecchio da non poter sperare in un altro giorno di vita. E un solo giorno è un momento della vita.
È dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.
La povertà non disonora nessuno, ma è maledettamente incomoda.
Dio ama i poveri, e, per conseguenza, ama quelli che amano i poveri.
Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi.
Tutte le migliaia di poveri che sono morti da noi, alla fine hanno avuto la gioia di un biglietto per San Pietro.
La vita è una cella un po' fuori dall'ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione.
Se la povertà è madre del crimine, la stupidità ne è il padre.
Di chi è meglio che sia piena la città: di ricchi, che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di poveri, che né a sé né agli altri sono di aiuto?
Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
Dentro di noi abbiamo un'Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare.