Imparare la virtù significa disimparare i vizi.- Lucio Anneo Seneca
Imparare la virtù significa disimparare i vizi.
Questo è l'unico motivo per cui non possiamo lagnarci della vita: essa non trattiene nessuno.
Per molti, vivere non è una cosa dolorosa ma una cosa inutile.
Ogni evento che si è aspettato a lungo, giunge più sopportabile.
È davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta.
Non rinviamo niente: chiudiamo ogni giorno il bilancio con la vita. Il difetto maggiore dell'esistenza è di essere sempre incompiuta e che sempre se ne rimanda una parte.
Ciò che misura la virtù di un uomo non sono gli sforzi, ma la normalità.
Non c'è virtù così grande che possa essere al sicuro dalla tentazione.
Come fiamma più cresce più contesa dal vento, ogni virtù, che il cielo esalta, tanto più splende quant'è più offesa.
Se tanto sono gli uomini e allettati dalla bellezza, e disgustati dalla deformità, onde avvien poi, che una gran parte di loro volga le spalle alla virtù, ch'è sì bella; e la faccia al vizio, ch'è sì deforme?
Fate il bene in ogni tempo, in ogni luogo, in tutte le circostanze in cui potrete farlo e sarete virtuosi e saggi.
La virtù è simile a una città collocata sopra una montagna: non può restar nascosta. Noi possiamo celare se vogliamo per un po' di tempo i nostri vizi, ma la virtù si manifesta sempre.
Le virtù annoiano, le qualità lasciano indifferenti, i vizi rendono interessanti.
La crudeltà è la virtù per eccellenza dei mediocri: hanno bisogno di esercitare la crudeltà, esercizio per cui non è richiesta la minima intelligenza.
Una virtù non è altro che un vizio che s'innalza in luogo di abbassarsi; e una qualità è un difetto che ha saputo rendersi utile.
La virtù è ancor più gradita se splende in un bel corpo.