Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.- Lucio Anneo Seneca
Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.
Chiunque fa del bene ad un'altro, lo fa anche a se stesso.
Nessun governante creda tanto alla pace da non essere preparato alla guerra.
La virtù cresce osando, tardando la paura.
Il valore, quando è sfidato, si moltiplica.
Non si compie un'azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell'averla compiuta.
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Vi sono persone alle quali non si perdona nulla, nemmeno la virtù.
I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio.
Chi perdona facilmente invita all'offesa.
Come ha fatto a passare trent'anni in una minuscola cella e a perdonare quelli che ce l'avevano con lei?
Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.
Solo i coraggiosi sanno come perdonare. Un vile non ha mai perdonato: non è nella sua natura.
La tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella storia della Chiesa, è stata all' origine di misfatti, di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono.
Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura.
Il perdono non si può disinteressare di colui al quale è destinato.