La perfezione è impersonale.- Simone Weil
La perfezione è impersonale.
L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.
Nell'universo cristallino della matematica vengono tese alla ragione le stesse trappole che nel mondo reale.
La pietà di se stessi non appartiene alla sventura estrema. Al di sotto di un certo livello di sventura, la pietà si muta in orrore per sé così come per gli altri. Per questo Napoleone diceva che le vere sventure non si raccontano; e gli antichi, che i grandi dolori sono muti.
Tutti i peccati sono dei tentativi di colmare dei vuoti.
Lo spirito commerciale è lo spirito del mondo. È senz'altro lo spirito grandioso. Esso mette tutto in movimento e collega tutto. Risveglia paesi e città, nazioni e opere d'arte. È lo spirito della civiltà, la perfezione del genere umano.
E' assurdo cercare la perfezione.
Ci sono anime che si disperdono tanto a pensare che cosa fare, da non avere più il tempo di fare niente; e in ciò che riguarda la perfezione, che consiste nell'unione della nostra anima con la divina bontà, la questione è di sapere poco e fare molto.
Ma è indubitato che la vera perfezione non può trovarsi se non estraneandosi dalle cose del mondo, servendo Iddio con un continuo amore, e servendo le anime dei propri fratelli con la preghiera, con l'esempio, per un grande scopo, per l'unico scopo che è la loro salvezza.
La saggezza consiste nel sapere quando si può evitare la perfezione.
La somma filicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
La malattia è la più grande imperfezione dell'uomo.
Si può definire perfezione, essere senza alcuna speranza.
L'amore come ogni altro delitto non è mai perfetto.
Siamo già illuminati e perfetti da sempre, per cui non c'è nulla da raggiungere.