I maghi non sono moralisti, però sanno dov'è il trucco.- Stefano Benni
I maghi non sono moralisti, però sanno dov'è il trucco.
C'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa.
L'ora in cui non avrò più bisogno di spiegare è giunta, e con pazienza mi preparo a entrare nel buio, il buio che lo specchio del mondo non riflette.
Scusami, ho usato la nostra canzone per una nuova relazione.
Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca, per inchinarsi a un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell'altare vuoto. Adoratevi l'un l'altro.
Solo i poveri sanno davvero mangiare, diceva Eduardo. Quella che vediamo di questi tempi non è attrazione per il cibo, è ossessione per il cibo come unico piacere, è la sostituzione dell'eros con il ricettario.
Sono le leggi della morale quelle che reggono l'arte.
Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione.
I moralisti sono persone che rinunciano ad ogni piacere eccetto quello di immischiarsi nei piaceri altrui.
La morale effeminata è la morale dei deboli.
Chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera.
Predicare la morale è facile, difficile è fondarla.
Una persona diventa moralista prima che un altro diventi infelice.
Il compito unico e fondamentale dell'educazione si può riassumere nel concetto di moralità.
Le morali altro non sono che regole di convivenza volte a ridurre i conflitti.
Fino ad ora, sulla morale ho appreso soltanto che una cosa è morale se ti fa sentire bene dopo averla fatta, e che è immorale se ti fa star male.