Tra gli uomini c'è una naturale aristocrazia i cui fondamenti sono la virtù e il talento.- Thomas Carlyle
Tra gli uomini c'è una naturale aristocrazia i cui fondamenti sono la virtù e il talento.
All'uomo più saggio, ampia com'è la sua visione. La Natura resta di una certa infinita profondità, di una certa infinita espansione e tutta l'esperienza finora raggiunta limita se stessa a pochi secoli calcolati e miglia quadrate misurate.
Nessuno che una volta abbia riso veramente di cuore può essere irrimediabilmente cattivo.
La Francia fu per lungo tempo un dispotismo temperato dagli epigrammi.
La storia del mondo non è altro che la biografia di grandi uomini.
Non è la nostra facoltà logica e raziocinante che ci domina, ma quella dell'immaginazione.
Discorso della Virtù. La Virtù non promette niente, si limita a compiacersi dei propri atti. Al coraggio propone delle prove di dolore e come ricompensa alla vita offre il puro sentimento della dignità.
Tutte le virtù sono aspetti dell'amore e anche tutti i vizi sono aspetti dell'amore. Le virtù sono manifestazioni di un amore che è vivo e sano. I vizi sono i sintomi di un amore malato perché rifiuta di essere se stesso.
La bellezza, dopo tre giorni, è tanto noiosa come la virtù.
Noi non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.
Ciò che misura la virtù di un uomo non sono gli sforzi, ma la normalità.
Non si deve misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità ma nel quotidiano.
Non si può pervenire in cima alla montagna senza passare per vie difficili e scoscese; non giungere alla virtù senza che costi assai sforzi e fatiche. Ignorare la strada che s'ha a prendere, mettersi in cammino senza guida, é un volersi smarrire, un mettersi in pericolo della vita.
Quello di cui sia capace la virtù di un uomo va misurato non dai suoi sforzi, ma dalla sua condotta ordinata.
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.
Anche i laici possono avere delle virtù, il fatto è che sono vicini alla divinità ma non lo sanno. Sono vicini in modo irrazionale.