Fate mostra di essere pronti alla guerra e avrete la pace.- Tito Livio
Fate mostra di essere pronti alla guerra e avrete la pace.
A poco serve l'ira se non è sostenuta da adeguate forze.
Migliore e più sicura è una pace certa di una vittoria solo sperata.
I grandi uomini al centro dell'attenzione generale sono meno temuti a causa di un certo senso di saturazione.
Da piccole cose, spesso traggono origine grandi e gravi fatti.
Roma, città fortunata, invincibile e eterna.
Tutto è sempre possibile, anche la guerra, che ci sembra impensabile e che la nostra cultura si illudeva di aver superato e aveva invece soltanto rimosso.
La carestia, la peste e la guerra sono i tre più famosi ingredienti di questo basso mondo... Ma la guerra, che riunisce tutti questi doni, ci viene dall'inventiva di tre o quattrocento persone sparse sulla superficie del globo sotto il nome di principi o di governanti.
Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo.
In guerra gli eventi importanti sono il risultato di cause banali.
Non esaltiamo la guerra per la guerra, come non esaltiamo la pace per la pace.
La guerra in un primo momento è la speranza che a uno possa andar meglio, poi l'attesa che all'altro vada peggio, quindi la soddisfazione perché l'altro non sta per niente meglio e infine la sorpresa perché a tutti e due va peggio.
Quanto più siamo forti, tanto meno probabile è la guerra.
Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.
Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco.
È certo assai più difficile perdere una guerra che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla.