La gloria disdegnata ritorna talvolta, a tempo debito, accresciuta.- Tito Livio
La gloria disdegnata ritorna talvolta, a tempo debito, accresciuta.
Delle sventure pubbliche ci accorgiamo solo quando coinvolgono gli interessi privati: nulla in esse ci tocca più profondamente che la perdita del nostro denaro.
L'uso corregge le leggi.
Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui tutti obbediscono con grande soddisfazione personale.
Tutti hanno di dispiacersi quando sono superati in qualcosa dai parenti.
Mentre a Roma si discute, Sagunto è presa.
Nel teatro la parola è doppiamente glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello.
La differenza fra la gloria reale e la fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia.
Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.
La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?
Poiché l'uomo è ragionevole deve bere; stato divino dell'esistenza è l'ebbrezza, nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la speranza di uomini e nazioni.
La stima vale più della celebrità, la considerazione più della rinomanza e l'onore più della gloria.
Gli uomini migliori preferiscono una sola cosa a tutte le altre: la gloria eterna rispetto alle cose mortali; i più invece pensano a saziarsi come bestie.
Finché l'umanità continuerà a concedere gli applausi più spontanei ai suoi distruttori invece che ai suoi benefattori, la sete di gloria militare sarà sempre il vizio dei personaggi più esaltati.
Che cosa è mai la gloria se non la somma dei malintesi raccolti intorno a un grande nome?
Tosto diventa infamia la gloria dei superbi.