Ognuno ha in mano la propria sorte.- Tito Livio
Ognuno ha in mano la propria sorte.
Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati.
I popoli, come gli individui, hanno particolari inclinazioni: alcuni sono portati all'ira, altri all'audacia, altri alla viltà.
Non sappiamo sopportare né i nostri vizi né i loro rimedi.
La gloria disdegnata ritorna talvolta, a tempo debito, accresciuta.
Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui gli amministrati godono di benessere.
Poca importanza ha la sorte per il saggio, perché le cose più grandi e importanti sono governate dalla ragione, e cosi continuano e continueranno ad essere per tutto il corso del tempo.
La sorte produce spesso mediocrità destinate alla massa, ma alle cose straordinarie dà pregio il fatto stesso di essere rare.
La sorte più felice tocca a colui che passa la vita senza eccessivi dolori sia spirituali sia fisici, non già a colui che ha avuto in sorte le gioie più vive o i maggiori godimenti.
L'uomo e la sorte la pensano sempre in modo diverso.
L'uomo che non si gonfia nella buona sorte, neppure si angustia quando il vento cambia.
Quando la sorte si impadronisce del destino dell'uomo, non usa né pietà né giustizia.
La sorte non ha innalzato nessuno tanto da non ritorcere contro di lui quanto gli aveva concesso di fare. Non fidarti della momentanea bonaccia: fa presto il mare ad agitarsi; nello stesso giorno le barche affondano là dove si erano spinte per diporto.
Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria, come del galantuomo a cui la sorte sorrise.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.