Ognuno ha in mano la propria sorte.- Tito Livio
Ognuno ha in mano la propria sorte.
Mentre a Roma si discute, Sagunto è presa.
L'inganno viene alla luce da solo nonostante tutte le cautele adottate agli inizi.
Il male è tanto più tollerabile quanto più lo si conosce.
La paura di una minaccia esterna, massima garanzia di concordia, teneva uniti gli animi, anche se non mancavano reciproci sospetti e ostilità.
Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui tutti obbediscono con grande soddisfazione personale.
La sorte produce spesso mediocrità destinate alla massa, ma alle cose straordinarie dà pregio il fatto stesso di essere rare.
Poca importanza ha la sorte per il saggio, perché le cose più grandi e importanti sono governate dalla ragione, e cosi continuano e continueranno ad essere per tutto il corso del tempo.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
L'uomo e la sorte la pensano sempre in modo diverso.
L'uomo che non si gonfia nella buona sorte, neppure si angustia quando il vento cambia.
Un uomo duramente provato non si volta mai indietro a guardare, sa che la cattiva sorte lo segue sempre, passo passo.
Quando la sorte si impadronisce del destino dell'uomo, non usa né pietà né giustizia.
La sorte non ha innalzato nessuno tanto da non ritorcere contro di lui quanto gli aveva concesso di fare. Non fidarti della momentanea bonaccia: fa presto il mare ad agitarsi; nello stesso giorno le barche affondano là dove si erano spinte per diporto.
Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria, come del galantuomo a cui la sorte sorrise.
Colui che è veramente colpito dalla mala sorte non si deve aspettare alcuna partecipazione da parte del suo prossimo. Le disgrazie vere fanno scappare la gente.