Penso che a una certa età, diciamo intorno ai quindici o sedici anni, la poesia è come la masturbazione. Ma più tardi nella vita i buoni poeti bruciano le loro prime poesie, e i cattivi poeti le pubblicano. Per fortuna ho rinunciato piuttosto rapidamente.
- Umberto Eco
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Il nostro commento
Nel pensiero di Umberto Eco, la scrittura della poesia in giovane età è paragonata a un atto privato e personale come la masturbazione. Questa metafora suggerisce che l'espressione poetica giovanile può essere intrinsecamente autentica ma anche confidenziale, destinata più alla propria crescita emotiva piuttosto che al pubblico consumo estetico o critico. Eco afferma inoltre che con il tempo i veri artisti imparano l'importanza di evolvere e superare le loro prime opere poetiche, mentre coloro che non raggiungono la stessa maturità tendenzialmente continuano ad esporle pubblicamente. Infine, Eco rivela con un tocco d’umorismo il suo stesso processo creativo: ha abbandonato presto questa fase della sua vita poetica, evidenziando una consapevolezza precoce del valore di crescere e maturare come scrittore.