La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.- Umberto Eco
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
Sì, c'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà. Se bastò così poco agli angeli ribelli per mutare il loro ardore d'adorazione e umiltà in ardore di superbia e di rivolta, cosa dire di un essere umano?
Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.
Il qualunquismo è una tara congeniale alla nostra cultura.
Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
L'Ordine o lo si ride dal di dentro o lo si bestemmia dal di fuori; o si finge di accettarlo per farlo esplodere, o si finge di rifiutarlo per farlo rifiorire in altre forme; o si è Rabelais o si è Cartesio.
Io del giornale leggo sempre i necrologi e i cinema. Se è morto qualcuno che conosco vado al funerale. Se no vado al cinema.
Editorialista: il dovere di un editorialista è quello di dire la verità. Il suo mestiere è di far credere che la conosce.
Il giornalista è sempre uno che dopo sapeva tutto prima.
Tutti i giornalisti sono, per via del loro mestiere, degli allarmisti; è il loro modo di rendersi interessanti.
I giornali testimoniano ogni giorno come la più seria occupazione degli uomini sia sempre l'uccidere altri uomini.
Il giornalismo è un mestiere che amo, quindi anche i sacrifici mi sembrano tollerabili.
La libertà di stampa dovrebbe essere condizionata dal più rigoroso divieto dell'anonimato.
Il pettegolezzo diverte solo noi giornalisti: ce la cantiamo e ce la suoniamo.
I giornali hanno con la vita all'incirca lo stesso rapporto che hanno le cartomanti con la metafisica.
Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera.