La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.- Umberto Eco
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
Non c'è maggior successo che l'incontro piacevole tra due fallimenti.
La creazione, anche se produce l'errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.
Appartengo ad una generazione perduta, e mi ritrovo soltanto quando assisto in compagnia alla solitudine dei miei simili.
Lo stupido può anche dire una cosa giusta, ma per ragioni sbagliate.
Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano.
La lettura dei giornali, sempre penosa dal punto di vista estetico, spesso lo è anche dal punto di vista morale, persino per chi abbia pochi scrupoli morali.
Le notizie, se non riportate, non hanno alcun impatto. Tanto valeva che non fossero mai accadute.
L'umanità, una volta appresa l'arte del giornalismo non sopporta più che le si infliggano libri.
Se il giornalista è cieco vede solo le ombre. Se il giornalista non è cieco vedrà anche le luci.
Il giornalismo porta a tutto. A condizione di uscirne.
In Italia il giornalista non si sente espressione dell'opinione pubblica ma portavoce della sua fazione. Attacca in nome della confraternita di cui fa parte ma non dirà mai una parola contro la sua confraternita.
Voglio fare qualcosa per altre persone usando il giornalismo.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso... e pubblica il falso.
Quando avevo sedici anni andai a lavorare in un quotidiano di Hong Kong. Era un giornalaccio, ma il suo editore mi insegnò una cosa importante. Il segreto di una grande storia non è chi, o il cosa o il quando, ma il perché.
Vengo dalla scuola di giornalismo di Giovanni Minoli in cui essere bravi e preparati è il punto di partenza.