Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.- Umberto Saba
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia.
I premi letterari sono una crudeltà. Soprattutto per chi non li vince.
Libertinaggio. Quando si sente poco, o male, si raddoppiano le dosi. Ecco Semiramide; ecco Messalina.
L'osteria nella quale prendo i miei pasti è uno dei luoghi nei quali amo l'Italia. Entrano cani festosi, che nessuno sa di chi sono, bambini nudi con in mano un fiasco impagliato. Mangio, solo come il Papa, non parlo a nessuno, e mi diverto come a teatro.
La morte distrugge un uomo, l'idea della morte lo salva.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la società progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società.
La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.
Il vero antidoto alla paura della morte non può che provenire dalla vita. Essa è un formidabile diversivo, un antidoto che respinge indietro quel pensiero e quella paura.
Se sei consapevole della morte, essa non arriverà come una sorpresa, non ne sarai preoccupato. Percepirai che la morte è esattamente come cambiarsi d'abito e, di conseguenza, in quel momento riuscirai a mantenere la tranquillità mentale.
Poche cose sono più facili che vivere male e morire bene.
La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.
Chi muore paga tutti i debiti.