Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.- Umberto Saba
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
I premi letterari sono una crudeltà. Soprattutto per chi non li vince.
Tu questo hai della rondine: le movenze leggere: questo che a me, che mi sentiva ed era vecchio, annunciavi un'altra primavera.
Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi... Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
Le persone che fanno professione di sincerità, delle quali si dice che "hanno il cuore in bocca", sono le più simulatrici. Dicono tutto a tutti per nascondere una cosa sola.
Ci sono diecimila e più porte attraverso cui l'uomo può uscire di scena.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.
La morte è un destino migliore e più mite della tirannia.
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà.
La morte: un punto o una virgola?
La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto!