Ai poeti resta da fare la poesia onesta.- Umberto Saba
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
Il portiere su e giù cammina come sentinella. Il pericolo lontano è ancora, ma se in un nembo s'avvicina oh allora una giovane fiera s'accovaccia e all'erta spia.
L'osteria nella quale prendo i miei pasti è uno dei luoghi nei quali amo l'Italia. Entrano cani festosi, che nessuno sa di chi sono, bambini nudi con in mano un fiasco impagliato. Mangio, solo come il Papa, non parlo a nessuno, e mi diverto come a teatro.
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Le persone che fanno professione di sincerità, delle quali si dice che "hanno il cuore in bocca", sono le più simulatrici. Dicono tutto a tutti per nascondere una cosa sola.
Tu questo hai della rondine: le movenze leggere: questo che a me, che mi sentiva ed era vecchio, annunciavi un'altra primavera.
Non è possibile che crei poesia chi non è posseduto da un Dio e fuori di senno.
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.
La poesia è parola, il contrario della politica, che dovrebbe essere "fatti, non parole".
Le cose ma anche i gesti, i volti, i paesaggi hanno certo la loro poesia e un pezzo di realtà inquadrato in una cornice vuota è un quadro.
Tutto si è perfezionato da Omero in poi, ma non la poesia.
La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità. Apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite.
Nella poesia v'è una somma utilità, e gioia e nobiltà, sì che colui che ne è privo non può considerarsi educato liberalmente.
La letteratura sta alla poesia come la menzogna alla verità.
La poesia non è un modo di esprimere un'opinione. È un canto che sale da una ferita sanguinante o da labbra sorridenti.
Io scriverei poesie d'amore anche sulle parti di te che tu non sopporti.