Ai poeti resta da fare la poesia onesta.- Umberto Saba
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
La letteratura sta alla poesia come la menzogna alla verità.
I fatti preesistono. Noi li scopriamo, vivendoli.
L'osteria nella quale prendo i miei pasti è uno dei luoghi nei quali amo l'Italia. Entrano cani festosi, che nessuno sa di chi sono, bambini nudi con in mano un fiasco impagliato. Mangio, solo come il Papa, non parlo a nessuno, e mi diverto come a teatro.
Diffidate degli scrittori che si attaccano ai grandi soggetti, alle biografie degli uomini riputati enormi. Sono come quelli che si lasciano crescere la barba per nascondere il mento troppo corto.
Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'Universo.
La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione.
Ci vuole più coraggio a concludere, che a fare un verso nuovo: tutti i medici e i poeti lo sanno.
La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.
Una storia di fatti particolari è uno specchio che oscura e distorce ciò che potrebbe essere bello; la poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto.
Il compito della poesia è quello di guardare in faccia la Medusa e non già di mandarla dal parrucchiere affinché la renda più presentabile.
La poesia è un modo di prendere la vita alla gola.
La poesia non nasce da le regole, se non per leggerissimo accidente; ma le regole derivano da le poesie: e però tanti son geni e specie di vere regole, quanti son geni e specie di veri poeti.