Ai poeti resta da fare la poesia onesta.- Umberto Saba
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice.
Era questo la vita: un sorso amaro.
Le persone che fanno professione di sincerità, delle quali si dice che "hanno il cuore in bocca", sono le più simulatrici. Dicono tutto a tutti per nascondere una cosa sola.
Il portiere su e giù cammina come sentinella. Il pericolo lontano è ancora, ma se in un nembo s'avvicina oh allora una giovane fiera s'accovaccia e all'erta spia.
Diffidate degli scrittori che si attaccano ai grandi soggetti, alle biografie degli uomini riputati enormi. Sono come quelli che si lasciano crescere la barba per nascondere il mento troppo corto.
Siamo qui, nell'oscurità, sospesi tra la poesia delle lucciole e il fuoco divampante delle stelle.
Si dice che la poesia sia cominciata con lo sport.
I popoli si immaginano di odiare la poesia ed essi sono tutti dei poeti e dei mistici.
Una poesia ragionevole è lo stesso che dire una bestia ragionevole.
Un poesia è, o dovrebbe essere, un tratto impermeabile del fiume che sta scorrendo in tutte le direzioni, e tutte le immagini in conflitto entro di esso dovrebbero essere riconciliate per quel breve fermarsi del tempo.
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Credo che il mondo sia bello, che la poesia sia come il pane, di tutti.
Nessuno merita il nome di Creatore, tranne Dio e il poeta.
Tutto il mondo soffre di avere perduto la religione. E quasi tutta la poesia di oggi non è, in un modo o nell'altro, che il rimpianto di una religione perduta.
La poesia è inconscia di sé: l'uomo non la domina, né è dominato. Scorga dall'anima o soave ruscello o furioso torrente nel vedersi ritrarre matematicamente soffra e si lagni.