Ai poeti resta da fare la poesia onesta.- Umberto Saba
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia.
Tu sei come la rondine che torna in primavera. Ma in autunno riparte; e tu non hai quest'arte.
Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice.
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
La poesia è il sentimento che si confessa a sè stesso, nei momenti di solitudine, e che s'incorpora in simboli che sono rappresentazioni il più che possibile esatti del sentimento nella precisa forma che esso assume nello spirito del poeta.
La poesia è la parola dei secoli.
La poesia non cerca seguaci, cerca amanti.
Si dice che la poesia sia cominciata con lo sport.
La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.
Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia.
Una poesia ragionevole è lo stesso che dire una bestia ragionevole.
La poesia non nasce da le regole, se non per leggerissimo accidente; ma le regole derivano da le poesie: e però tanti son geni e specie di vere regole, quanti son geni e specie di veri poeti.
Crediamo di essere i primi a provare certi turbamenti, non sapendo che l'amore è come la poesia, e che tutti gli amanti, anche i più mediocri, pensano d'innovare.