Un guercio è molto più incompleto di un cieco. Sa cosa gli manca.- Victor Hugo
Un guercio è molto più incompleto di un cieco. Sa cosa gli manca.
L'estate che fugge è un amico che parte.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
La giovinezza è la stagione delle pronte suture e delle cicatrici rapide; a quell'età le facce parlano apertamente e la parola è inutile: ci sono giovani di cui si potrebbe dire che la loro fisionomia discorre.
La notte era fitta e sorda, l'acqua era profonda. S'inabissò. Scomparve con una cupa calma. Nessuno vide né udì nulla. La nave continuò a navigare e il fiume a scorrere.
Il pensatore vuole, il sognatore subisce.
Desideriamo essere con Gesù e questo nostro desiderio lo esprimiamo ad occhi chiusi, alla cieca, mettendoci in tutto nelle sue mani.
In un mondo di ciechi, l'orbo è re. Ma resta orbo.
A chi opera con calma, ogni cosa è chiara e sicura; la fretta è sconsiderata e cieca.
Nei romanzi i poliziotti sono sempre ciechi come talpe.
I ciechi hanno un grandangolo nella memoria, un'apertura più vasta di quella perduta. Ricordano un mondo più grande e si trovano in uno più piccolo contro cui vanno a sbattere di continuo.
In genere i ciechi sono molto gentili e amabili, a causa di tutto quello che non hanno visto nella vita.
Nessuna scure che si abbatta alla cieca ha mai generato nuove forme di virtù.
Seguire solo con la fede, è seguire ciecamente.
La paura può rendere ciechi. Ma può anche aprirci gli occhi su una realtà che normalmente guardiamo senza vedere.
Ciecamente sogniamo di superare la morte attraverso l'immortalità anche se da sempre l'immortalità ha rappresentato la peggiore delle condanne, il destino più terrificante.