Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.- Vincenzo Monti
Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.
D'Europa intanto alla Cina reina Viaggia della Spree la trionfata Spada, e la segue con la fronte china La Borussa Superbia incatenata. Densa al passar dell'arme pellegrina Corre la gente stupefatta, e guata; E già la fama con veloce penna Ne pronuncia la giunta in su la Senna.
Pudor, virtude incomoda, Pudor, virtude ingrata; Da colpa (ahi turpe origine !) E da rimorso nata; Pudor, che all'uom contamini I più soavi affetti, Onde in amaro aconito Si cangiano i diletti.
La piaga Sanar si può d'una beltà malvagia, Ché in cor bennato amor malnato è breve: Ma beltade è fatal quando è pudica.
Amor diè norma ai cieli, Amor governa Il non mutabil corso, e la secreta Dei lucid'astri consonanza eterna.
Patria è dove si soggiorna e si lucra commodamente.
Libertade o morte, tutti Esclamate, e mano al brando: Fortunato chi pugnando Per la patria morirá.
Morire per la patria non è una triste sorte, è conquistare l'immortalità con una bella morte.
Non esiste infatti maggior trionfo di quello che può offrire la patria.
Desiderare la grandezza del proprio paese è desiderare il male dei propri vicini. Chi volesse che la propria patria non fosse mai né più grande né più piccola, né più ricca né più povera, sarebbe cittadino dell'universo.
La patria è sempre dove si prospera.
A chi non ha patria non istà bene l'essere sacerdote, né padre.
Una nave di emigranti tornava in patria. Alcuni di questi emigranti, in vista della patria, impazzirono vaneggiando di essere diventati tutti ricchi.
La patria è dove si vive felici.