Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.- Vincenzo Monti
Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.
Noi entriamo in un mare che non ha sponde, in un mare di ribalderie, ove l'ingiustizia e la soverchieria veleggiano col vento in poppa, e la sola innocenza è in burrasca, da tutti abbandonata, fuorché dal Cielo che la vuole afflitta, ma non sommersa.
Ahi nome vano, Virtù, ludibrio de' malvagi.
Torna, o delirio lusinghier deh! torna; Né cosi ratto abbandonarmi. Io dunque Suo sposo! ella mia sposa! Eterno Iddio, Di cui fu dono questo cor che avvampa, Se un tanto ben mi preparavi, io tutti Spesi gl'istanti in adorarti avrei.
Ha qualche volta I suoi segreti l'amistà.
Pace, pace una volta al mio tormento, Stanco di più patir, dai suoi legami Fugge il mio spirto, e si dilegua al vento.
Esponiamo alla malignità, le più belle ricerche, a misura, che le crediamo opportune, per il felice sviluppo delle grandezze della nostra Patria.
Nessun profeta è ben accetto in patria.
L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.
La terra alla femmina, la patria al soldato, questa è l'ultima marcia e andiamo a morire.
A chi non ha patria non istà bene l'essere sacerdote, né padre.
La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.
Per me gli orizzonti si allargano sempre più; dall'Alpi alla Sicilia, è tutta una casa. L'abito con un solo sentimento che non morrà mai neppure colla mia morte.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
La cenere dei morti fu quella che creò la Patria.
La patria è il massimo prolungamento dell'individuo o meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo.