Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.- Vincenzo Monti
Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.
Pur sovente in bocca a un vate Della lode il suon seduce, Ed acquista una beltate Maggior grido e maggior lode.
Perde il nome la Possanza, che di barbari s'aita: Vile è il trono, a cui sostegno son quell'armi, ed onta il regno.
Noi entriamo in un mare che non ha sponde, in un mare di ribalderie, ove l'ingiustizia e la soverchieria veleggiano col vento in poppa, e la sola innocenza è in burrasca, da tutti abbandonata, fuorché dal Cielo che la vuole afflitta, ma non sommersa.
Ben di senso è privo Chi ti conosce, Italia, e non t'adora.
I mali Han lor confine. La pietà del cielo Tarda sovente, ma giammai non manca.
Nessun profeta è ben accetto in patria.
La cenere dei morti fu quella che creò la Patria.
Se la patria non ha debito né possibilità di nudrire del suo ogni giorno tutti i suoi indigenti, spietata cosa sarebbe inibire a questi di procacciarsi altrove la sussistenza.
L'uomo si ricostruisce una patria sotto qualsiasi lembo di cielo.
Per un vecchio, la patria è dovunque faccia caldo.
È bello e dolce morire per la patria.
Se la patria o gli ideali rivoluzionari non infiammano più gli animi, ci rimangono alcuni grandi eventi sportivi: le Olimpiadi, la Coppa del Mondo...
La patria è il massimo prolungamento dell'individuo o meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo.
Con la patria legata alle vele e i remi al vento I naufraghi dormirono mansueti come fiere morte nei sudari delle spugne. Ma gli occhi delle alghe sono vòlti al mare Caso mai le riporti l'austro con le vele tinte di fresco.