Tutto vince il lavoro improbo, e nelle strettezze miseria che urge.- Virgilio
Tutto vince il lavoro improbo, e nelle strettezze miseria che urge.
Agli arditi la fortuna è amica.
Finché il re è sano e salvo, tutti la pensano in egual maniera, ma, perduto il re, il patto è infranto.
La fame dà i cattivi consigli.
Vincerà l'amor di patria e l'immenso desiderio di gloria.
Da un solo crimine conosci la nazione.
Nella povertà si confida nel favore della fortuna.
La povertà non è privazione, è isolamento.
Che vita di fantasia in queste strade, senza mai vedere niente di bello, mai mangiare niente di saporito, mai dire nulla di interessante.
Il disperare aggrava non soltanto la nostra miseria ma anche la nostra debolezza.
Dal che si vede che, dal fondo della miseria, gli agi e i piaceri della vita, in sé vani e caduchi, possono acquistare un valore spirituale vero e proprio.
La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza.
Nel mondo governa uno zar spietato: fame è il suo nome.
Ventre affamato non sente ragione.
Alla casa del povero ognuno ha ragione.
Mi colpisce sempre, ed è molto curioso, che, ogni volta che vediamo l'immagine dell'indescrivibile e impronunciabile desolazione della solitudine, della povertà e della miseria, l'ultima ed estrema delle cose che ci viene in mente è il pensiero di Dio.