Sorgi, vendicatore, dalle mie ossa.- Virgilio
Sorgi, vendicatore, dalle mie ossa.
Sono il pio Enea, noto per fama oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove.
La Fame cattiva consigliera e la Povertà vergognosa.
Il lavoro è tenue, ma darà non tenue gloria.
La virtù è ancor più gradita se splende in un bel corpo.
L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
La puntura di una zanzara prude meno quando sei riuscito a schiacciare la zanzara.
Un uomo che medita la vendetta mantiene fresche le sue ferite.
Indica ma non vendica i nostri affanni il pianto.
Chiunque, essendo arrabbiato, impone un castigo, non corregge, ma si vendica.
L'odio è cieco, la collera sorda, e colui che vi mesce la vendetta, corre pericolo di bere una bevanda amara.
Non può finire così, ottenere la vendetta fa parte di me.
Non so dove si trovasse tua madre quando doveva dirti queste cose, ma non si fa sesso con le persone di cui si è innamorati. Il sesso serve a fare bambini e a vendicarsi.
Il disprezzo è la forma più sottile di vendetta.
È tanto più facile ricambiare l'offesa che il beneficio; perché la gratitudine pesa, mentre la vendetta reca profitto.