drammaturgo e poeta inglese
Questa è la mostruosità dell'amore, signora, che infinito è il volere ma limitata è la sua attuazione.
Ride delle cicatrici d'amore, chi non ha mai provato una ferita.
Ruba qualcosa al ladro il derubato che ride al ladro; ruba solo a sé chi s'abbandona ad una pena inutile.
Sappiamo ciò che siamo, ma non sappiamo ciò che potremmo essere.
Sciagurati quei tempi in cui i matti guidano i ciechi!
Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.
Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pento dal profondo del mio cuore.
Un giorno l'afflizione sorriderà di nuovo, e fino ad allora, dolore, stai a cuccia.
È provato che l'umiltà servì sempre da scala all'ambizione, quando questa è giovane, e chi sale le volge sempre il volto; ma poi, raggiunto l'ultimo gradino, volta il dorso alla scala, e guarda in alto sdegnoso ormai degli umili gradini grazie ai quali è salito fin lassù.
È eccellente avere la forza d'un gigante, ma è tirannico usarla come un gigante.
È davvero un buon padre quello che conosce suo figlio.
È come la sedia del barbiere, che è adatta per tutte le natiche.
È ben pagato chi è ben soddisfatto.
Una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.
Una donna è un piatto per gli dei, se a condirla non è il diavolo.
Spesso dalle intenzioni sue l'uomo è sviato. Tutti i nostri propositi dipendono dalla memoria: se nascendo quindi sono robusti, poi si indeboliscono. Acerbo il frutto sta ben saldo al ramo; maturo, da sé cade, senza scuoterlo.
Si ride delle cicatrici altrui chi non ebbe a soffrir giammai ferita.
Si, tutte le nostre gioie sono vane, ma ancor più vane sono quelle che, comprate col dolore, ereditano il dolore.
Solo i difetti dei ricchi sembrano virtù.
O cuor di tigre nella pelle d'una donna.