La gloria è un convento.- Albert Camus
La gloria è un convento.
La disgrazia più grande non è non essere amati, ma non amare.
Come vivere senza qualche buona ragione di disperare!
Perché bisognerebbe amare raramente per amare molto?
La gente crede sempre che ci si uccida per una ragione. Ma si può benissimo uccidersi per due ragioni.
Fin quando l'uomo non ha dominato il desiderio, non ha dominato nulla. E non lo domina quasi mai.
Non c'è gloria o voglia che si possa bere oppure masticare né pietra di mulino a vento che quel sasso al cuore possa frantumare.
In una goccia di approvazione da parte di Dio c'è più gloria che in un mare di lode umana.
Colui il quale teme di perdere la gloria, è sicuro che la perderà.
Sotto la buona volontà, dietro il desiderio di mostrare come stiano veramente le cose, spesso succede di trovare l'ansia di celebrare se stessi, di raggiungere la gloria, qualcosa che ha a che fare con il proprio ego.
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
In occidente non esiste la cultura del perdente, solo l'esaltazione del vincitore. Ma è nella sconfitta che si manifesta la gloria dell'uomo.
In qualche modo bisognerà pur morire, e allora facciamolo qui, almeno daremo a qualcuno la sua gloria, o qualcuno la darà a noi.
La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta.
La gloria non può fare la gioia di chi l'ha usurpata, non meritata.
Nessuno stia ad onorarmi di lacrime e di funebri omaggi: io resto ben vivo sulle bocche degli uomini.