Capisci come combattono e magari capirai chi sono.- Alessandro Baricco
Capisci come combattono e magari capirai chi sono.
Il destino fa fuoco con la legna che c'è.
Aveva la bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.
"Mi sono addormentato, e ti ho sognata." "E com'ero?" "Viva" "Viva? E poi?" "Viva. Non chiedermi altro. Eri viva." "Viva... io?"
Sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso.
Nel suo piccolo, il microcosmo del vino descrive l'avvento, a livello planetario, di una prassi che, salvando il gesto, sembra (ho detto sembra) disperderne il senso, la profondità, la complessità, l'originaria ricchezza, la nobiltà, perfino la storia.
Forse le cose spaventano quando non si capiscono, perché se non capisci non controlli.
Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser capito.
Non capisce, ma non capisce con grande autorità e competenza.
Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.
Non ci deve dolere di non essere capiti dalle persone ma di non capire.
A volte quello che non capiamo ci cambia fino in fondo.
Forse non c'è tanto bisogno e quindi desiderio di essere amati quanto di essere capiti.
A quello che non capisci puoi dare qualsiasi significato.