Il filosofo è l'artista del pensiero.- Alessandro Morandotti
Il filosofo è l'artista del pensiero.
Solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo.
Esistono solo tre fonti di delusioni: passato, presente e futuro.
L'unico omicidio lecito è il suicidio.
È poco probabile che tutto finisca con la morte perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
Raramente la forza della ragione prevale sulla ragione della forza.
Tutta la filosofia è «critica del linguaggio».
La filosofia è un modo di sopportare l'atroce assurdità della vita.
Il pensiero assoluto è antisociale, antigregario, forse autistico. È una lebbra che cerca l'isolamento.
La filosofia nasce come istanza critica, non accettazione dell'ovvio, non rassegnazione a quello che oggi va di moda chiamare sano realismo.
In filosofia quel che più importa non è raggiungere la meta, sono le cose che s'incontrano per strada.
Si fabbricano le filosofie per giustificare i nostri pregiudizi, i nostri sentimenti, le necessità, anche basse, della nostra vita.
I filosofi tedeschi sono i più frivoli di tutti: raccontano la verità alla stregua di un amante, ma raramente propongono di sposarla.
Il filosofo vive di problemi come l'uomo di cibi. Un problema insolubile è un cibo indigesto.
I filosofi superficiali sono la rovina dell'arte.
Ogni filosofia si colora con le tinte di qualche esperienza immaginaria e segreta, che mai si esprime esplicitamente nel procedere del ragionamento.