La cenere dei morti fu quella che creò la Patria.- Alphonse de Lamartine
La cenere dei morti fu quella che creò la Patria.
La Francia è una nazione che s'annoia.
Con tutto l'oro del mondo non si può comprare il battito del cuore, né un lampo di tenerezza.
Il silenzio è il drappo funebre del passato, ed è talvolta empio, spesso pericoloso, sollevarlo: anche quando la mano è pietosa e amorosa, il primo momento è crudele.
L'esperienza è l'unica profezia dei saggi.
Un giorno di pianto consuma più forze che un anno di lavoro.
Esponiamo alla malignità, le più belle ricerche, a misura, che le crediamo opportune, per il felice sviluppo delle grandezze della nostra Patria.
Nessun profeta è ben accetto in patria.
Il mio paese è là dove passano le nuvole più belle.
L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
È un fatto ben noto che riconosciamo la nostra madre patria quando siamo sul punto di perderla.
Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo.
Se la patria o gli ideali rivoluzionari non infiammano più gli animi, ci rimangono alcuni grandi eventi sportivi: le Olimpiadi, la Coppa del Mondo...
Per un vecchio, la patria è dovunque faccia caldo.
Patria è dove si soggiorna e si lucra commodamente.