Critico. Persona che si vanta di essere incontentabile perché nessuno si sforza di compiacerla.- Ambrose Bierce
Critico. Persona che si vanta di essere incontentabile perché nessuno si sforza di compiacerla.
Dovere. Ciò che ci spinge inflessibilmente in direzione del profitto, lungo la via del desiderio.
Felicità. Gradevole sensazione suscitata dalla contemplazione delle miserie altrui.
Fedeltà (s.f.). [...] Virtù particolare che contraddistingue coloro che stanno per essere traditi.
Avaro. Smodatamente desideroso di conservare ciò che altre brave persone vorrebbero tanto ottenere.
Volubilità. Reiterata sazietà di un affetto incostante.
Il critico capace dovrebbe essere un filosofo, perché dalla filosofia ha imparato la serenità, l'imparzialità, e la transitorietà delle cose della vita umana.
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
La critica è in sé stessa un'arte.
Chi non risparmia le sue critiche a nessun genere di uomini, dimostra di non avercela con nessun uomo, ma di detestare tutti i vizi.
I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Gli insetti pungono non per cattiveria ma perché vogliono vivere anche loro; lo stesso è dei critici: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Le critiche sincere non significano nulla: quello che occorre è una passione senza freni, fuoco per fuoco.
Un'epoca che non possiede critica è anche un'epoca in cui l'arte è immobile, ieratica, e confinata alla riproduzione di tipi formali, o un'epoca che non possiede arte del tutto.
Un critico può recensire soltanto il libro che ha letto, non quello che lo scrittore ha scritto.
La critica è venefica e benefica.