I malvagi obbediscono per paura; i buoni, per amore.- Aristotele
I malvagi obbediscono per paura; i buoni, per amore.
Due sono infatti, le cose che portano gli uomini a preoccuparsi e ad amare: ciò che è proprio e ciò che è caro.
La bellezza è la migliore lettera di raccomandazione.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.
È necessario preferire la sovranità della legge a quella di uno dei suoi cittadini.
Prendi consigli, ma non ordini. Dai solo ordini a te stesso. Abramo Lincoln disse una volta: 'Così come non vorrei essere uno schiavo, così non vorrei essere un padrone'.
Idealmente, i nostri muscoli dovrebbero obbedire alla nostra volontà. Ragionevolmente, la nostra volontà non dovrebbe essere dominata dalle azioni riflesse dei nostri muscoli.
Se dire religione significa dire imposizione, allora il suo concetto, che dovrebbe racchiudere la libertà per eccellenza, diventa questione di fideistica obbedienza.
Ci si riunisce in gruppi, perché l'obbedienza permette di fare tutto quello di cui per convinzione propria non si sarebbe più capaci, e l'inimicizia di quei gruppi dona agli uomini la sempre operante reciprocità della vendetta, mentre l'amore ben presto si addormenterebbe.
Chi vuole essere obbedito, comandi poco.
La legge è anche ubbidire alla volontà di uno solo.
La mia ragione non è abituata a piegarsi, le mie ginocchia si.
Essere perfettamente obbedienti significa essere perfetti come è perfetto il nostro padre celeste.
Non dare mai un ordine che non può essere obbedito.
Se sempre e comunque le macchine politiche costruite per dar corpo alla democrazia sono destinate a riprodurre rapporti oligarchici di comando-obbedienza e a generare implacabilmente nuove «aristocrazie interne», allora tanto vale affidarsi al rapporto diretto tra il Capo e la Massa.