La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.- Aristotele
La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
È possibile fallire in molti modi, mentre riuscire è possibile in un modo soltanto.
È sconveniente che i giovani pronuncino delle massime.
L'amore è composto da un'unica anima che abita due corpi.
È probabile che l'improbabile accada.
Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell'esperienza speciale che è la cultura.
La vera cultura vive di simpatie e ammirazioni, non di antipatie e disprezzo.
Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.
La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco, nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.
La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.
Che la cultura sia la quintessenza di tutto ciò che si è dimenticato è una giusta nozione. Oltrepassato quel punto, la cultura è una malattia e un peso per chi sta intorno alla persona colta.
Chi si dedica a letture occasionali, raramente possiede una cultura molto rigorosa.
La cultura non è un lusso, è una necessità.
La cultura degli uomini è divisa in parti uguali in tre aree stagne e comunicanti secondo convenienza: quella del silenzio, quella dell'omissione, quella dell'omertà. Un vero maschio rivelatore lo misuri solo dalla tenacia del suo coma volontario. Non vede, non sente, non parla.
Ritengo che sia un limite della nostra cultura il fatto di avere un'opinione così elevata di noi stessi. Ci riteniamo infatti a torto più simili agli dèi anziché alle scimmie.