La memoria è lo scriba dell'anima.- Aristotele
La memoria è lo scriba dell'anima.
Se la natura non fa nulla d'incompiuto né invano, è necessario che la natura abbia fatto tutto a causa degli uomini.
Non è forse vero che non è affatto strano che le amicizie fondate sull'utilità e sul piacere si sciolgono quando non si hanno più questi vantaggi? E di quei vantaggi che si era amici: venuti meno quelli, è naturale che non si ami più.
La minima deviazione iniziale della verità si moltiplica col tempo in migliaia di volte.
Senza causa o principio è impossibile che alcuna cosa esista o sia fatta.
Gli uomini acquisiscono qualità particolari agendo costantemente in modi particolari.
A che giovano le memorie? Di noi muore la miglior parte, e non c'è memoria che possa resuscitarla.
Spesso dalle intenzioni sue l'uomo è sviato. Tutti i nostri propositi dipendono dalla memoria: se nascendo quindi sono robusti, poi si indeboliscono. Acerbo il frutto sta ben saldo al ramo; maturo, da sé cade, senza scuoterlo.
La memoria di ogni uomo è la sua letteratura privata.
Creder d'ingegno chi sa molto a memoria gli è come riputare sapiente chi tiene in casa una grande biblioteca. Molti, anzi, a forza di studio, diventano ignorantissimi.
I creditori hanno miglior memoria dei debitori.
La nostra memoria allontana o avvicina i fatti, li arricchisce o li impoverisce, e li trasforma per farli rivivere. La memoria non è una raccolta di documenti depositati in buon ordine: essa vive e cambia, avvicina i pezzi spenti per farne di nuovo scaturire la fiamma.
La memoria non fa un film, la memoria fotografa.
La memoria dice sempre troppo o troppo poco.
La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.
Più di un uomo non è riuscito a diventare un pensatore perché la sua memoria era troppo buona.