Dove stanno grandi virtù, vuol dire che c'è qualcosa di marcio.- Bertolt Brecht
Dove stanno grandi virtù, vuol dire che c'è qualcosa di marcio.
Per chi sta in alto discorrere di mangiare è cosa bassa. Si capisce: hanno già mangiato, loro.
La sfortuna generalmente è dovuta a un errore di calcolo.
Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.
Se durassimo in eterno, tutto cambierebbe. Siccome siamo mortali, molto rimane come prima.
Solo la violenza può servire dove regna la violenza.
Per lo più la virtù è una forma di deficienza, come il vizio è un affermarsi dell'intelletto.
Poiché vogliamo insegnare agli altri la via della virtù, incominciamo dall'entrarvi noi medesimi, e ci seguiranno.
Chi semina virtù fama raccoglie.
Superato il primo choc, l'umiltà è una virtù allegra.
Se della virtù ti farai un modello e ti pregierai delle azioni eccellenti, non avrai invidia dei principi e dei signori: perché il sangue si eredita e la virtù si acquista: e questa basta da per sé sola, ciò che non può dirsi della nobiltà.
La virtù è come una gemma preziosa: risalta meglio se la montatura è semplice.
L'avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.
La virtù è più perseguitata dai tristi che amata dai buoni.
Noi non ci sosteniamo nella virtù con le nostre forze, ma per il contrappeso dei due vizi opposti, così come restiamo in piedi tra due venti contrari. Togliete uno di questi vizi, cadiamo nell'altro.
Bisogna tendere non ai discorsi sulla virtù, bensì alle opere e alle azioni virtuose.