Durante i miei nove anni alle scuole superiori non sono riuscito a insegnare niente ai miei professori.- Bertolt Brecht
Durante i miei nove anni alle scuole superiori non sono riuscito a insegnare niente ai miei professori.
Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.
Scopo della scienza non è tanto quello di aprire una porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza.
L'intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito il modo di trarne profitto.
La sfortuna generalmente è dovuta a un errore di calcolo.
Prima viene lo stomaco, poi viene la morale.
Insegnando s'impara.
Non puoi insegnare niente a un uomo; puoi solo aiutarlo a scoprirlo in sé stesso.
Chi insegna che non la ragione, ma l'amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'odio.
C'è un duplice vantaggio nell'insegnare, perché, mentre si insegna, si impara.
Tutti gli sciocchi credono a quello che dicono i loro insegnanti, e chiamano la loro credulità scienza o moralità con la stessa fiducia con cui i loro padri la chiamavano rivelazione divina.
L'insegnare non è quasi altro che assuefazione.
Chi può, fa. Chi non può, insegna.
Insegna più una sola creatura che cento.
L'idea che si possa insegnare senza difficoltà deriva da una rappresentazione idealizzata dello studente. Il buon senso pedagogico dovrebbe rappresentarci il somaro come lo studente più normale che ci sia.
Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.