Sugli dèi, dì solo: sono.- Biante
Sugli dèi, dì solo: sono.
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.
Guardati allo specchio: se ti appari bello, devi anche fare belle cose; se ti appari brutto, devi colmare la mancanza della natura con il tuo nobile agire.
Non essere né benevolo, né mal disposto.
Cos'è proprio del sapiente? quando può nuocere, non volerlo.
Apprestati lentamente al lavoro, ma ciò che cominci, portalo a termine.
È conveniente che esistano gli dei, e, siccome è conveniente, lasciateci credere che esistano.
Che si siano sempre pregati gli dèi è umano, ma ciò non depone, a dire il vero, in favore della nostra eleganza. Meno che mai della loro.
Se vi fossero degli dèi, come potrei sopportare di non essere dio! Dunque non vi sono dèi.
Gli Etiopi dicono che i loro dèi sono camusi e neri, i Traci che hanno occhi azzurri e capelli rossi.
Gli dèi ci creano tante sorprese: l'atteso non si compie, e all'inatteso un dio apre la via.
Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.
Stanchezza, che d'un sol balzo vuol attingere le ultime cose, con salto mortale: una misera ignorante stanchezza, che non vuol più nemmeno volere: essa ha creato tutti gli dèi e i mondi dietro il mondo.
Gli dei non danno mai tutte insieme le cose belle ai mortali.
Ci siano o no gli dèi, di essi siamo servi.
Gli dèi sono tali in quanto, volutamente e intenzionalmente, non fanno nulla.