Sugli dèi, dì solo: sono.- Biante
Sugli dèi, dì solo: sono.
Ciò che possiedi di buono, ascrivilo agli dèi, non a te.
Procurate, mentre siete giovani, di acquistare della sapienza; sarà questa l'unica vostra consolazione nella vecchiaia: voi non potete fare un migliore acquisto e questa è l'unica cosa il cui possesso sia certo, e che nessuno potrà rapirvi.
Qual è l'animale più pericoloso? Tra gli animali feroci il Tiranno; tra gli animali domestici l'adulatore.
Veramente infelice è chi non sa sopportare l'infelicità.
Cos'è invece proprio dello sciocco? Voler nuocere, e non poterlo fare.
Che si siano sempre pregati gli dèi è umano, ma ciò non depone, a dire il vero, in favore della nostra eleganza. Meno che mai della loro.
Gli dei muoiono, ma dalle loro ceneri altri dei nascono.
Non sono da temere gli dèi; non è cosa di cui si debba stare in sospetto la morte; il bene è facile a procurarsi; facile a tollerarsi il male.
Stanchezza, che d'un sol balzo vuol attingere le ultime cose, con salto mortale: una misera ignorante stanchezza, che non vuol più nemmeno volere: essa ha creato tutti gli dèi e i mondi dietro il mondo.
I doni degli dei nessuno può sceglierseli.
È conveniente che esistano gli dei, e, siccome è conveniente, lasciateci credere che esistano.
Ci siano o no gli dèi, di essi siamo servi.
Gli Etiopi dicono che i loro dèi sono camusi e neri, i Traci che hanno occhi azzurri e capelli rossi.
Gli dèi ci creano tante sorprese: l'atteso non si compie, e all'inatteso un dio apre la via.