Condizione dell'uomo. Incostanza, noia, inquietudine.- Blaise Pascal
Condizione dell'uomo. Incostanza, noia, inquietudine.
Se vuoi che la gente pensi bene di te, non parlare bene di te stesso.
Spesso la curiosità non è che vanità; si vuole sapere per poterne parlare; diversamente non si viaggerebbe certo sul mare per non dirne mai nulla e per il solo piacere di vedere, senza speranza di riferirne mai a qualcuno.
È un gran vantaggio la nobiltà, perché a partire dai diciotto anni mette un uomo sul candeliere, lo rende conosciuto, rispettato: cose che un altro potrebbe ottenere con i suoi meriti solo a cinquant'anni. Sono trent'anni guadagnati senza fatica.
Non è nella natura dell'uomo avanzare sempre; essa ha i suoi andare e venire.
Come la moda decide dei gusti, così decide della giustizia.
L'uomo è un bipede implume.
Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell'uomo.
Quell'uomo che è libero dalla credulità, che conosce l'increato, che ha spezzato tutti i legami, che ha cancellato tutte le tentazioni, che ha rinunciato a ogni speranza, costui è davvero il supremo tra gli uomini.
Tal e quale la stirpe delle foglie è la stirpe degli uomini.
Di tutti gli animali qual è il migliore? l'uomo. Ed il peggiore? l'uomo.
L'uomo che potendo, per natura, essere arguto e caustico, sappia serbarsi benevolo, è animale raro.
Ogni uomo è insieme cristiano e parricida, impasto di santità e abiezione.
La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come le stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in sé stessi la loro legge e il loro cammino.
È la capacità dell'uomo di simpatizzare con tutte le creature viventi che fa di lui veramente un uomo.
L'uomo è l'unico animale per il quale la sua stessa esistenza è un problema che deve risolvere.