La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.- Boris Vian
La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.
La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita.
L'uomo muore di freddo, non di oscurità.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.
Talvolta ci congratuliamo con noi stessi nel momento in cui ci destiamo da un brutto sogno, potrebbe proprio essere così il momento che succede la morte.
Nessuno può dire con certezza che domani sarà ancora vivo.
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.
Tutto ciò che vive deve morire, passando dalla natura all'eternità.
Se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire non ha ancora iniziato a vivere.