La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.- Boris Vian
La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.
Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
Che cos'è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l'idea che scomparirà in quell'attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un'ossessione.
Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità.
Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
Posso morire quando voglio: questo è il mio elisir di vita.
Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me: che farete da soli?
Semplicemente per confortare chi prova spavento della morte, Gesù ha esternato la propria paura, perché ognuno sapesse che tale paura non lo induce in peccato, purché egli tenga duro.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
La morte è come il sonno, ma con questa differenza: se sei morto e qualcuno grida "In piedi, è giorno fatto!", ti riesce difficile trovare le pantofole.
L'amicizia fa amare la vita, l'amore dà gusto alla morte.