'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.- Totò
'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.
Perdere chi non conosce rispetto è un grandissimo guadagno.
Io sono nato col destino di essere forte, la mia è la forza del destino.
Si dice che l'appetito vien mangiando, ma in realtà viene a star digiuni.
A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?
Ho conosciuto una settimana. In realtà prima era una ottomana, ma poi, nella confusione, ha perso una mano ed è diventata una settimana.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre; s'i' fosse vita fuggirei da lui: similmente faria da mia madre.
Non vi sarà pace durevole né nel cuore degli individui né nei costumi della società sin quando la morte non verrà posta fuori legge.
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
La morte! quel tipo vero dell'uguaglianza che distrugge inesorabilmente ogni superiorità mondana e confonde in un ammasso di putredine gli avanzi dell'imperante e del mendico! la morte deve stupire di tanta differenza fra i funerali del povero e quelli del ricco!
Il richiamo della morte è anche un richiamo d'amore. La morte è dolce se le facciamo buon viso, se la accettiamo come una delle grandi, eterne forme dell'amore e della trasformazione.
Non ho paura di morire. E' solo che non vorrei essere lì quando questo succede.
Chi muore paga tutti i debiti.