'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.- Totò
'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.
Io prima di mangiare mi sento sempre un po' stupido.
Perdere chi non conosce rispetto è un grandissimo guadagno.
Sonno un forziero, per questo sono un donnaiolo: alle donne piacciono gli uomini forti. Dal mio aspetto non si direbbe, la mia forza è truccata: sono un falso debole.
Modestamente, la circolazione ce l'ho nel sangue.
Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.
Non è importante il modo in cui in uomo muore, ma quello in cui vive: l'atto di morire non è importante, dura così poco.
La morte pareggia tutto.
In ogni uomo che muore muore con lui, la sua prima neve, il primo bacio, la prima lotta. Non muoiono le persone, ma muoiono i mondi dentro di loro.
La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce.
Non si muore. Si cessa soltanto di vivere.
Il santo: un uomo che ha fatto carriera dopo la morte.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
Credo sia una reazione sana, il riaffermarsi della vita, del piacere e dell'amore dopo aver percorso per molto tempo i territori della morte.
Molte persone muoiono a venticinque anni e non vengono sepolti fino a quando non ne hanno settantacinque.
Chi ha paura di sognare è destinato a morire.