A chi non piace piacere?- Camilla Cederna
A chi non piace piacere?
Molti scrittori scrivono libri che loro stessi non leggerebbero mai.
Scrivere è riuscire a dire le cose gravi con frivolezza e quelle leggere con gravità; ci vuole però, il senso dell'ironia e anche quello dell'autoironia.
Per farsi un'idea della miseria dei nostri connazionali basta dare un'occhiata a come si divertono.
L'arte di piacere consiste nell'essere soddisfatti.
Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire. In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore.
I godimenti che la passione dà, sono orribilmente tempestosi, pagati con snervanti inquietudini che spezzano le corde dell'anima.
Il bisogno dell'uomo di ricavare piacere dai suoi processi mentali ricrea sempre nuovi motti che poggiano sui nuovi interessi del giorno.
Il piacere non può mai essere senza peccato.
Quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui a esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano.
In tutte le cose, ai più grandi piaceri è prossima la noia.
Non c'è piacere sulla terra che valga la pena di sacrificare per amore di cinque anni aggiuntivi nella corsia geriatrica della Casa di Riposo per Anziani Sunset a Weston.
Una birra forte, un tabacco profumato e una donna, questo è piacere.