A chi non piace piacere?- Camilla Cederna
A chi non piace piacere?
Molti scrittori scrivono libri che loro stessi non leggerebbero mai.
Scrivere è riuscire a dire le cose gravi con frivolezza e quelle leggere con gravità; ci vuole però, il senso dell'ironia e anche quello dell'autoironia.
L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitù, il gaudente nel piacere. E così il lupo della steppa si rovinò con l'indipendenza.
Per torturare un uomo bisogna conoscere ciò che gli fa piacere.
Alcuni si immergono nei piaceri e, abituatisi, non ne possono più fare a meno e sono davvero infelici perché arrivano al punto che per loro il superfluo diventa necessario.
Il piacere di amare senza osar dirlo ha le sue pene, ma anche le sue dolcezze.
Nelle immersioni sul fondo del piacere rischiamo di prendere più sabbia che perle.
Quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano.
V'è un piacere ad essere matti che solo i matti sanno.
Il piacere misto al dolore, è l'unica felicità sulla terra. Piacere mero fa l'anima stupida e dura.
Nessun piacere dura se non è ravvivato dalla varietà.
I voraci consumatori di piaceri devono avere i sensi molto inibiti per andar cercando apparati così complicati.