A chi non piace piacere?- Camilla Cederna
A chi non piace piacere?
Scrivere è riuscire a dire le cose gravi con frivolezza e quelle leggere con gravità; ci vuole però, il senso dell'ironia e anche quello dell'autoironia.
Molti scrittori scrivono libri che loro stessi non leggerebbero mai.
Non c'è altro Dio che il piacere: è solo ai suoi altari che dobbiamo sacrificare.
Spesso possiamo sopportare mezzo chilo di dolore molto più facilmente di quanto siamo in grado di tollerare la perdita di un grammo di piacere a cui eravamo abituati.
La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.
L'impressione di piacere può rimanere tale fino a quando non si è certi di piacere soprattutto a sé stessi.
Nulla sarebbe più faticoso che mangiare e bere se Dio, oltre che una necessità, non ne avesse fatto un piacere.
Il piacere è il fiore che passa; il ricordo, il suo profumo duraturo.
Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire.
Il piacere è l'esca del peccato.
Qualsiasi piacere se preso con ardore mi sembra casto.
Un tempo illimitato contiene la stessa quantità di piacere che uno limitato, quando i confini dei piaceri si valutino con retto calcolo.