La ricchezza serve il saggio e rovina lo sciocco.- Cesare Cantù
La ricchezza serve il saggio e rovina lo sciocco.
Quante rivoluzioni felicemente iniziate, non vedemmo noi o fallire il momento dopo per inettitudine degli uomini, o riuscire a meschinissimi effetti per l'accorto aspettare dei nemici, e per la improvvida fiducia dei trionfanti?
L'ignorante è non solo zavorra, ma pericolo della nave sociale.
Nella pazienza tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe.
Il denaro destinato alla beneficenza non ha merito se non rappresenta un sacrificio, una privazione.
Guai se la plebe comincia a gustare il sangue! E' un ubbriaco che più beve, più desidera il vino.
È stato detto, che il più pazzo popolo del mondo sarebbe un popolo di savi, come il più cattivo esercito sarebbe un esercito di capitani.
Per il saggio il silenzio vale una risposta.
L'uomo saggio previene.
Solo i saggi possiedono delle idee; la maggior parte dell'umanità ne è posseduta.
La conversazione e l'eloquenza non sono la stessa cosa: parlare e parlare bene sono due cose diverse. Uno sciocco può conversare, ma un saggio parla.
Di giusti letti, di giuste nozze con saggezza godere per i mortali è l'ottimo.
La saggezza viene dalla disillusione.
Un cauto e prudente autocontrollo è la radice della saggezza.
Uno sciocco adula se stesso, un saggio adula lo sciocco.
La saggezza sopravanza ogni benessere.