Essere giovani è non possedere se stessi.- Cesare Pavese
Essere giovani è non possedere se stessi.
Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
Nulla è volgare di per sé, ma siamo noi che facciamo la volgarità secondo che parliamo o pensiamo.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Quando si soffre, si crede che di là dal cerchio esista la felicità; quando NON si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.
Tu conosci l'eccessiva veemenza della gioventù, com'è rapida a prender fuoco, quanto manca di raziocinio.
Quale musica è più incantevole delle voci dei giovani, quando non senti quello che dicono?
I giovani hanno la memoria corta, e hanno gli occhi per guardare soltanto a levante; e a ponente non ci guardano altro che i vecchi, quelli che hanno visto tramontare il sole tante volte.
In gioventù vivere è godere, nella virilità lavorare, al di là di questa aspettar la morte.
I giovani ridono senza motivo. È una delle loro maggiori attrattive.
La gioventù non ha età.
Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.
A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.
Giovani non si nasce, si diventa.
I giovani non sono sospettosi, perché di male non ne hanno ancora visto molto. Sono fiduciosi, perché non hanno avuto ancora il tempo di essere ingannati.