Essere giovani è non possedere se stessi.- Cesare Pavese
Essere giovani è non possedere se stessi.
Da uno che non darebbe la vita per te non dovresti accettare neanche una sigaretta.
Un padre va sempre aiutato. Bisogna insegnargli che la vita è difficile. Se poi, com'è giusto, tu arrivi dove lui voleva, devi convincerlo che aveva torto e che l'hai fatto per il suo bene.
L'arte di vivere è l'arte di saper credere alle menzogne.
Si fa all'amore per ferire, per spargere sangue. Il borghese che si sposa e pretende una vergine, vuole cavarsi anche lui questa voglia.
Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te. Tutto vive e si macera in se stesso. La natura è la morte.
Quando si è giovani, si è giovani per tutta la vita.
Non si nasce giovani, lo si diventa.
In gioventù vivere è godere, nella virilità lavorare, al di là di questa aspettar la morte.
Molti giovani universitari sono come un fiume in perenne piena. Sono sempre fuori corso.
Vent'anni: pochi pensieri e tanti desideri.
Il giovane che non ha pianto è un selvaggio, e il vecchio che non ride uno stolto.
Tutto ciò che i giovani possono fare per i vecchi è scandalizzarli e tenerli aggiornati.
La gioventù non ha età.
I giovani d'oggi vogliono tutto e subito per togliersi il fastidio di crescere.
I giovani non sono sospettosi, perché di male non ne hanno ancora visto molto. Sono fiduciosi, perché non hanno avuto ancora il tempo di essere ingannati.