Essere giovani è non possedere se stessi.- Cesare Pavese
Essere giovani è non possedere se stessi.
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.
Il mondo muore di noia, l'impiego del tempo è letteralmente spaventoso. I giovani che si agitano un po' dovunque non se ne rendono forse conto, ma il loro vero problema non è né sociale né economico. A loro non interessa più nulla, ecco il fatto.
Giovani non si nasce, si diventa.
Non si nasce giovani, lo si diventa.
Ci si mette molto tempo per diventare giovani.
Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.
Molti giovani universitari sono come un fiume in perenne piena. Sono sempre fuori corso.
L'uomo è condannato o a consumare la gioventù senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato, o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere.
Alla gioventù si rimprovera spesso di credere sempre che il mondo cominci solo con essa. Ma la vecchiaia crede ancor più spesso che il mondo cessi con lei.
Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.