È religione anche non credere in niente.- Cesare Pavese
È religione anche non credere in niente.
Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.
Gli ignoranti saranno sempre ignoranti, perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca, nelle mani del governo, dei neri, dei capitalisti...
L'amore è la più a buon prezzo delle religioni.
Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.
La libertà è l'aria della religione.
L'umanità sta stretta nella religione così come un bambino, crescendo, diventa troppo grande per il suo vestito; e non c'è niente da fare: il vestito si strappa.
Mio padre ha preso da sua zia Mary. Rifiutava la Bibbia perché diceva che il personaggio centrale non era assolutamente credibile.
Niente è più specifico all'uomo della capacità di religione e del senso di una divinità.
Portavo sempre una pallottola nel taschino all'altezza del cuore. Un giorno qualcuno mi ha tirato una Bibbia e la pallottola mi ha salvato la vita.
Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile.
Non si è religiosi soltanto quando si adora una divinità, ma anche quando si mettono tutte le risorse dei proprio spirito, tutte le sottomissioni della volontà, tutti gli ardori del fanatismo, al servizio d'una causa o d'un uomo diventato lo scopo e la guida dei sentimenti e degli atti.
La promessa dell'immortalità basta a mettere in piedi una religione.
Una religione è tanto vera quanto un'altra.
Se un filosofo è un uomo cieco, in una stanza buia, che cerca un gatto nero che non c'è, un teologo è l'uomo che riesce a trovare quel gatto.