È religione anche non credere in niente.- Cesare Pavese
È religione anche non credere in niente.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi- questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio.
La forza dell'indifferenza!
Le cose si ottengono quando non si desiderano più.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
Il sogno è una costruzione dell'intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire.
L'Antico Testamento poggiava sulla parentela di sangue; il Nuovo sulla parentela di fede. La "coesistenza" è tutta qui.
La religione è uno dei maggiori ostacoli che dobbiamo affrontare nel mondo d'oggi.
Con pochissime eccezioni, la religione che l'uomo accetta è la stessa professata dalla comunità dove vive, sicché è l'influenza dell'ambiente che lo spinge ad accettarla.
I santi andrebbero considerati colpevoli fino a che non ne venga comprovata l'innocenza.
La religione di un uomo non vale molto se non ne traggono beneficio anche il suo cane e il suo gatto.
Ci sono talora atei di un'asprezza feroce i quali, tutto sommato, si interessano di Dio più di certi credenti frivoli e leggeri.
È l'uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l'uomo.
Una religione cattiva è sempre una religione.
Per quel che mi ricordo, non c'è una parola di lode all'intelligenza, nelle Sacre Scritture.
Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo eretico.